sabato 11 settembre 2010
Mica per altro, eh? Solo perché in sintesi non è cambiato niente!
Cosa vuol dire religione? No! Cosa vuol dire etimologicamente? "Legare"! In sintesi "legame con la divinità a cui l'uomo deve offrire un culto adeguato. Culto viene da "coltivare, onorare"... bisogna adeguatamente coltivare e onorare la divinità. Chi stabiglisce l'adeguatezza del "culto"? Il Pontefice! Ovvero "colui che cura la costruzione del ponte (sul Tevere)". Il Dizionario Garzanti è un mito!!!
Fin qui niente altro da aggiungere: c'è chi il ponte lo costruisce e chi lo attraversa. Non sempre chi lo costruisce lo, anche, attraversa... spesso si mette là a riscuotere il pedaggio. Che sa che arriverà abbondante perché c'è chi di attraversarlo, quel ponte, ne ha veramente bisogno. C'ha provato in mille modi ad andare dall'altra parte perché senza ciò che c'è di là è veramente difficile vivere. Ha buttato giù un albero abbastanza lungo, ha messo pietre che raggiungano il pelo dell'acqua, ha lanciato una corda sull'altra sponda, ha fatto un giro di chilometri alla ricerca di un guado possibile... c'ha provato, insomma.
Ma: quanta fatica!
Arriva poi il pontefice: "Ma tu sei contento che io ti costuisco un ponte? Bello, solido, duraturo, proprio lì, sulla tua strada, che ci puoi arrivare diritto, presto?"
Cosa può rispondere un povero Cristo (hihihi, humor inglese) stufo di farsi il mazzo?
Ed ecco la fregatura: "Ok, te lo costruisco io, 'sto ponte. Ma costa. E il prezzo lo stabilisco io. Anche se sarà sempre molto inferiore a quello che ti costava prima...". Fatto l'accordo. E sei prigioniero per tutta la vita.
E, fin qua, la metafora.
Leggo, sull'ultima di copertina: "Come si può imparare a vivere il Segreto? Come funziona? Cosa succede quando ti trovi in difficoltà? Come puoi sfruttare al massimo la Legge d'Attrazione? Come fai a sapere quando è il momento di agire e di prendere le decisioni giuste per te? Come puoi controllare il subconscio senza permettergli di compiere azioni autodistruttive? Quali sono i metodi migliori per visualizzare i tuoi obiettivi e realizzarli più velocemente?". Il libro è uno dei tanti, l'autore pure!
Che domande: chi non vorrebbe avere in tasca le risposte? E lui/loro ti spiega come si fa.
La mia impressione (dire "certezza" fa arrogante) è che ci si voglia far credere che ci sia un posto dove venga messo a nostra disposizione il modo per "adeguatamente coltivare e onorare la divinità", tale da superare il baratro che è lì davanti a noi. Ed ecco: TADAAAAN! Arriva il pontìfex-icis, a costruirci il ponte per attraversarlo.
Non me la prendo con nessuno, sia ben chiaro: lì leggo tutti anch'io questi libri.
Ma ciò che mi inquieta, e che voglio comunicare, è che questa è solo una parte di una più ampia congèrie che viene definita "Nuova Spiritualità", in cui si trovano un miriade di modi di onorare e coltivare la "divinità". A scelta. Si è partiti dal fatto che le religioni, fin qui uniche referenti dello spirito, avessero fallito il loro intento. Soprattutto in quanto creatrici di dogmi, limiti, spauracchi e giudizi. E che cosa abbiamo fatto noi, senza più il sostegno delle religioni dalle quali non venivamo più soddisfatti? Abbiamo deciso di liberarci dai condizionamenti, perché erano proprio i condizionamenti a impedirci di arrivare allo spirito. Ahaaa, che soddisfazione: lo spirito è libero. Sì, ma per questo, sbatte su tutti gli spigoli, perché non sa come muoversi nella libertà. Non c'è problema: "Te lo spiego io dove andare, come muoverti e cosa sta succedendo". Evvvai con una pletora di pontìfex-icis.
La "Nuova Spiritualità" (che è l'antitesi delle religioni) eccola diventare la "Nuova Religione".
Io sono uno di quelli che si è messo lì a guardare il "costruttore" (molti costruttori, ma facciamo prima a considerarli una razza) mentre compie la sua opera che ritengo mi servirà. Solo che il tempo che ci impiega me ne lascia altrettanto per farmi domande.
Le più semplici sono: "Ma esiste davvero quel burrone fra me e la divinità? Se sì, mi serve davvero un ponte? E perché stanno costruendo un altro ponte a un paio di metri più in là? Ne servono davvero così tanti? A chi? Perché? Ma veramente non ho i mezzi per andare di là da solo? E se fosse che sia il "di là" a dover venire "di quà"?".
No, proprio non mi piacciono i ponti. Ne le adeguatezze. Ne i legami, con gli umani e non. Mi sa, dal profondo, che Spiritualità e Religioni non siano solo cose diverse, ma che una escluda le altre e viceversa. Anche le "Nuove"!

a 08:39 Pubblicato da Angelo
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